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Legge 18/04/1962 n. 167

Disposizioni per favorire l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare. (Legge Ponte)

Testo coordinato

Legge modificata ed integrata da:

Legge 21/07/1965 n. 904 Legge 22/10/1971 n. 865 Legge 28/01/1977 n. 10

Art.1.

1. I comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti o che siano capoluoghi di provincia sono tenuti a formare un piano delle zone da destinare alla costruzione di alloggi a carattere economico o popolare, nonché alle opere e servizi complementari, urbani e sociali, ivi comprese le aree a verde pubblico.

2. Tutti gli altri comuni possono procedere, con deliberazione del consiglio comunale, alla formazione del piano.

3. Il Ministro dei lavori pubblici, sentito il parere del consiglio superiore dei lavori pubblici, può, con suo decreto, disporre la formazione del piano nei comuni che non si siano avvalsi della facoltà di cui al comma precedente, nonostante invito motivato da parte del Ministro stesso, quando se ne ravvisi la necessità, e, in particolare, quando ricorra una delle seguenti condizioni: a ) che siano limitrofi ai comuni di cui al primo comma; b ) che abbiano una popolazione di almeno 20.000 abitanti; c ) che siano riconosciuti stazioni di cura, soggiorno e turismo; d ) che abbiano un indice di affollamento, secondo i dati ufficiali dell'istituto centrale di statistica, superiore a 1,5;

e) nei quali sia in atto un incremento demografico straordinario; f ) nei quali vi sia una percentuale di abitazioni malsane superiore all'8 per cento.

4. (Comma aggiunto da L. 865/1971, art. 28). Più comuni limitrofi possono costituirsi in consorzio per la formazione di un piano di zona consortile ai sensi della presente legge.

5. (Comma aggiunto da L. 865/1971, art. 28). La regione può disporre, a richiesta di una delle amministrazioni comunali interessate, la costituzione di consorzi obbligatori fra comuni limitrofi per la formazione di piani di zona consortili.

Art. 2.

1. Qualora nel termine di centottanta giorni decorrenti dalla data d'entrata in vigore della presente legge o, nei casi di cui all'art. 1, terzo comma, dalla comunicazione del provvedimento del Ministro dei lavori pubblici, il comune non abbia deliberato il piano, il prefetto, salvo il caso di proroga concessa dal Ministro su richiesta del comune, provvede alla nomina di un commissario per la formazione del piano.

2. Il commissario è tenuto a compilare il piano entro i centottanta giorni dalla data del decreto di nomina e a portarlo entro i successivi trenta giorni a conoscenza del consiglio comunale.

Art. 3.

1. (Comma modificato da legge 865/1971, artt. 29, 32, 33 e legge 10/1977

art. 2). L'estensione delle zone da includere nei piani è determinata in relazione alle esigenze dell'edilizia economica e popolare per un decennio e non può essere inferiore al 40 per cento e superiore al 70 per cento di quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato.

2. Le aree da comprendere nei piani sono, di norma, scelte nelle zone destinate a edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, con preferenza in quelle di espansione dell'aggregato urbano.

3. (Comma modificato da legge 865/1971, artt. 29, 32, 33 e legge 10/1977

art. 2). Possono essere comprese nei piani anche le aree sulle quali insistono immobili la cui trasformazione o demolizione sia richiesta da ragioni igienico-sanitarie ovvero sia ritenuta necessaria per la realizzazione del piano.

4. Ove si manifesti l'esigenza di reperire in parte le aree per la formazione dei piani in zone non destinate all'edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, o si renda comunque necessario apportare modifiche a questi ultimi, si può procedere con varianti agli stessi. In tal caso il piano approvato a norma della presente legge costituisce variante al piano regolatore.

5. (Comma modificato da legge 865/1971, artt. 29, 32, 33 e legge 10/1977

art. 2). Qualora non esista piano regolatore approvato, le zone riservate all'edilizia economica e popolare ai sensi dei precedenti commi sono comprese in un programma di fabbricazione il quale è compilato a norma dell'art. 34 della legge 17/08/1942 n. 1150 , e successive modificazioni, ed è approvato a norma dell'art. 8 della presente legge.

6. (Comma modificato da legge 865/1971, artt. 29, 32, 33 e legge 10/1977

art. 2). I comuni possono comprendere tali zone anche in un piano regolatore soltanto adottato e trasmesso ai competenti organi per l'approvazione. In tali ipotesi il piano delle zone suddette, approvato con le modalità di cui al comma precedente, è vincolante in sede di approvazione del piano regolatore.

Art. 4.

1. Il piano deve contenere i seguenti elementi:

a) la rete stradale e la delimitazione degli spazi riservati a opere e impianti d'interesse pubblico, nonché a edifici pubblici o di culto;

b) la suddivisione in lotti delle aree, con l'indicazione della tipologia edilizia e, ove del caso, l'ubicazione e la volumetria dei singoli edifici;

c) la profondità delle zone laterali a opere pubbliche, la cui occupazione serva a integrare le finalità delle opere stesse e a soddisfare prevedibili esigenze future.

Art. 5.

1. Il progetto del piano è costituito dai seguenti elaborati:

1) planimetria in scala non inferiore a 1:10.000, contenente le previsioni del piano regolatore, ovvero, quando questo non esista, le indicazioni del programma di fabbricazione, con la precisa individuazione delle zone destinate all'edilizia popolare;

2) planimetria in scala non inferiore a 1:2.000, disegnata sulla mappa ca tastale e contenente gli elementi di cui all'art. 4;

3) gli elenchi catastali delle proprietà comprese nel piano;

4) il compendio delle norme urbanistiche edilizie per la buona esecuzione del piano;

5) relazione illustrativa e relazione sulle previsioni della spesa occorrente per le sistemazioni generali necessarie per l'attuazione del piano.

Art. 6.

1. Entro cinque giorni dalla deliberazione di adozione da parte del consiglio comunale, il piano deve essere depositato nella segreteria comunale e rimanervi nei dieci giorni successivi.

2. Dell'eseguito deposito è data immediata notizia al pubblico mediante avviso da affiggere all'albo del comune e da inserire nel foglio annunzi legali della provincia, nonché mediante manifesti.

3. Entro venti giorni dalla data d'inserzione nel foglio annunzi legali, gli interessati possono presentare al comune le proprie opposizioni.

4. Nello stesso termine stabilito per il deposito nella segreteria comunale, il sindaco comunica il piano anche alle competenti amministrazioni centrali dello Stato, ove esso riguardi terreni sui quali esistano vincoli paesistici, militari o artistici o che siano in uso di dette amministrazioni.

5. Le amministrazioni predette devono trasmettere al comune le loro eventuali osservazioni entro trenta giorni dalla ricevuta comunicazione.

Art. 7.

1. Decorso il periodo per le opposizioni e osservazioni, nonché il termine di trenta giorni di cui all'ultimo comma del precedente art. 6, il sindaco, nei successivi trenta giorni, trasmette tutti gli atti, con le deduzioni del consiglio comunale sulle osservazioni e opposizioni presentate, al provveditore regionale alle opere pubbliche.

Art. 8.

1. I piani sono approvati dal provveditore regionale alle opere pubbliche, sentita la sezione urbanistica regionale, se non comportano varianti ai piani regolatori vigenti e se non vi sono opposizioni od osservazioni da parte delle amministrazioni centrali dello Stato.

2. Qualora il piano comporti varianti al piano regolatore ovvero vi siano opposizioni od osservazioni da parte dei Ministeri di cui al comma che precede, il provveditore regionale alle opere pubbliche, riscontrata la regolarità degli atti, li trasmette, entro trenta giorni dal ricevimento, al Ministero dei lavori pubblici con una relazione della sezione urbanistica regionale. In tale caso i piani sono approvati dal Ministro dei lavori pubblici sentito il consiglio superiore dei lavori pubblici.

3. Con gli stessi provvedimenti di approvazione dei piani di cui ai due commi precedenti sono decise anche le opposizioni.

4. Il decreto di approvazione di ciascun piano va inserito per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica ed è depositato, con gli atti allegati, nella segreteria comunale a libera visione del pubblico.

5. Dell'eseguito deposito è data notizia, a cura del sindaco, con atto notificato nella forma delle citazioni, a ciascun proprietario degli immobili com- presi nel piano stesso, entro venti giorni dalla inserzione nella Gazzetta Ufficiale .

6. (Comma aggiunto da L. 865/1971, art. 34). Le varianti che non incidono sul dimensionamento globale del piano e non comportano modifiche al perimetro, agli indici di fabbricabilità ed alle dotazioni di spazi pubblici o di uso pubblico, o costituiscono adeguamento delle previsioni del piano ai limiti ed ai rapporti di cui all'art. 17 della legge 06/08/1967 n. 765, sono approvate con deliberazione del consiglio comunale. La deliberazione diviene esecutiva ai sensi dell'art. 3 della legge 09/06/1947 n. 530 .

Art. 9.

1. I piani approvati ai sensi del precedente art. 8 hanno efficacia per dieci anni dalla data del decreto di approvazione ed hanno valore di piani particolareggiati di esecuzione ai sensi della legge 17/08/1942 n. 1150.

2. Per giustificati motivi l'efficacia dei piani può, su richiesta del comune interessato, essere prorogata, con decreto del Ministro dei lavori pubblici, per non oltre due anni. 3. L'approvazione dei piani equivale anche a dichiarazione di indifferibilità ed urgenza di tutte le opere, impianti ed edifici in esso previsti.

4. L'indicazione nel piano delle aree occorrenti per la costruzione di edifici scolastici sostituisce a tutti gli effetti la dichiarazione di idoneità preveduta dall'art. 8 della legge 09/08/1954 n. 645 .

5. Le aree comprese nel piano rimangono soggette, durante il periodo di efficacia del piano stesso, ad espropriazione a norma degli articoli seguenti, per i fini di cui al primo comma dell'art.1.

Art. 10. (Sostituito dalle disposizioni ex L. 865/1971, art. 35).

1. I comuni ed i consorzi, di cui all'art. 1, ultimo comma, possono riservarsi l'acquisizione, anche mediante esproprio, fino a un massimo del 50 per cento delle aree comprese nel piano, e sono autorizzati a cederne il diritto di superficie o a rivenderle, previa urbanizzazione e fatti salvi i diritti dei proprietari, a norma del successivo art. 16, a enti o privati che s'impegnino a realizzare la costruzione di case economiche o popolari.

2. Il prezzo di cessione deve essere determinato sulla base del prezzo di acquisto o dell'indennità di esproprio, maggiorato delle spese sostenute per la realizzazione degli impianti urbanistici, tenendo conto, inoltre, della destinazione e dei volumi edificabili.

3. Le rimanenti aree edificabili possono essere richieste per la costruzione di case popolari: a ) dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni; b ) dall'Istituto nazionale per le case agli impiegati dello Stato e dagli isti tuti autonomi case popolari; c ) dall'INA-Casa; d ) dalle società cooperative per la costruzione di case popolari a favore dei propri soci; e ) dall'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani; f ) dagli enti morali, dagli enti e dagli istituti che costruiscono case popo lari da assegnare in locazione o con patto di futura vendita, non a venti scopo di lucro.

4. Gli enti indicano al sindaco o al presidente del consorzio locale le aree che intendono scegliere e l'entità delle costruzioni che sulle stesse intendono eseguire, entro il mese di novembre di ogni anno.

Art. 11. (Sostituito dalle disposizioni ex L. 865/1971, art. 38, a sua volta sostituito, rispetto alla versione originaria, dal DL 115/1974).

1. Entro il primo bimestre di ogni anno, in relazione al fabbisogno di aree per le costruzioni da parte degli enti indicati nel precedente art. 10 e per i servizi di carattere generale di cui al successivo art. 19, tenendo conto delle aree già prescelte dal comune o dal consorzio per l'esecuzione del proprio programma e per l'utilizzazione, ai fini del primo comma dell'art. 10, delle aree di cui all'art. 16, sulle quali i proprietari abbiano richiesto di costruire in proprio case popolari, viene compilato, tenendo conto dell'esigenza del coordinato utilizzo delle aree, l'elenco delle aree che si intendono acquistare o espropriare da parte degli enti stessi.

 

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